domenica 3 agosto 2014

Pietro conosce il sesso

Pietro ricordava bene la prima volta che aveva avuto un turbamento verso individui del suo stesso sesso. Alle scuole elementari era curioso di guardare gli altri maschietti. Il loro pistolino lo intrigava e lo turbava, in un modo che non capiva. Anni dopo avrebbe chiamato eccitazione quel turbamento. 
 
Alle scuole medie, quando gli ormoni scatenano pulsioni irrefrenabili, le sue attenzioni erano state tutte per i compagni maschi, ma ben presto dovette fare i conti con un'omofobia piuttosto diffusa fra i ragazzi, i quali assorbivano i modelli culturali – o meglio sub-culturali – delle loro famiglie.

Lo avevano etichettato e isolato perfino le ragazze, vittime degli stessi cliché. Era diventato amico di una ragazza di nome Marina, che lo aveva difeso dagli scherzi pesanti degli altri ragazzi. Aveva un animo battagliero e non sopportava le discriminazioni.
A sua volta anche Marina era un'emarginata, poiché rifiutava l'omologazione al modello conformista che costituisce la norma fra gli adolescenti. Era una ragazza idealista, coraggiosa, a suo modo bella, sebbene troppo magra e con lineamenti un po' troppo affilati.
Pietro e Marina erano diventati inseparabili. Senza di lei quegli anni sarebbero stati un incubo.

Al terzo anno un ragazzo ripetente, di quattordici anni, lo avvicinò con un sorriso suadente, chiedendogli se aveva mai fatto sesso, con gesti eloquenti.
Era un ragazzo dai capelli un po' lunghi, con un ciuffo ribelle che gli copriva la fronte, e lo sguardo furbo, di chi vuol dare l'impressione di essere già adulto o di saper gestire le situazioni come un adulto.
Pietro era attratto dal sesso, da parecchi mesi aveva imparato a masturbarsi, attività che praticava almeno una volta al giorno. I suoi pensieri, durante il sesso solitario, non si soffermavano tanto sui compagni, ma piuttosto sui ragazzi più grandi.
Alessandro, questo il nome del ripetente, lo aveva portato nei bagni dei giardini pubblici e gli aveva insegnato tante cose sul sesso, che lui ancora non sapeva. Era stata una sorta di iniziazione. Fu grato ad Alessandro, anche per la dolcezza e per il rispetto con i quali lo aveva trattato.

Durante gli anni delle scuole superiori aveva conosciuto Mauro, un ragazzo gay come lui e finalmente aveva capito di non essere solo al mondo. Spesso litigavano, per via del differente temperamento, ma erano finiti per farlo fra loro, sperimentando ogni posizione, ogni possibilità, ogni fantasia.
Con Mauro il sesso era un'attività senza dubbio piacevole e coinvolgente, ma essenzialmente a bassa intensità emotiva, come una masturbazione un po' più soddisfacente.

(brano espunto dal libro, ancora inedito, "La strada che mi porta a te").